Pievescola

Chi siamo
Cosa facciamo

Dove siamo

Pievescola

un piccolo borgo adagiato alle pendici della montagnola senese.e che prende il nome dall'antica Pieve ("PIEVE ASCOLA o A SCOLA (ad Scholam), in Val d'Elsa") fu ricordato fin dal 1030 in un documento dell'Archivio Vescovile di Volterra e in seguito documentata tra le Pievi appartenenti alla Diocesi di Volterra:  

Pievescola, come indica il Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana del 1835 e redatto da Emanuele Repetti, si trova: ..."circa 5 miglia a scirocco di Casole, Diocesi di Colle, già di Volterra, Compartimento di Siena. Risiede sulla ripa destra dell'Elsa (...) alla base occidentale della Montagnuola di Siena (...) non lontano dall'odierna Strada Provinciale Maremmana S.P. 541.

Una spiegazione inerente la provenienza del nome e la storia di Pievescola e la sua Pieve ce la da sempre Emanuele Repetti: "...Chi cercasse l'etimologia del nome a Scola potrebbe indursi a credere che nascesse dall'esservi stata di buon ora costà una qualche scuola di lettere, oppure di canto fermo, uso che fino dai tempi longobardici trovasi introdotto in alcune vetuste pievi di campagna. Infatti la storia ecclesiastica conserva di ciò qualche raro esempio anteriormente al dominio in Italia di Carlo Magno. - Comunque sia la Pieve a Scola può dirsi una delle più antiche parrocchie sottomatrici della cattedrale di Volterra, quantunque la sua fabbrica attuale non risalga più indietro del terzo secolo dopo il mille.
Non mi affido ad una semplice tradizione invalsa nel volgo, che questa chiesa battesimale sia opera della contessa Ava di Montemaggio, la quale donna, vissuta nel principio del secolo XI, fu per i Sanesi ciò che divenne un secolo dopo per tutta la Toscana la contessa Matilda, entrambe fondatrici generose di monasteri, di chiese e di altri luoghi pii. - Il tempio attuale della Pieve a Scuola è a tre navate tutto di pietra arenaria squadrata con 4 arcate e cinque pilastri per parte. La sua facciata è ornata da colonnine corintie scalanti di altezza, non già di fusto unite da archetti alla maniera di tante altre chiese della Toscana edificate nei secoli XIII e XIV.
Una delle memorie più vetuste di questa Pieve a Scola ce la somministra un documento dell'anno 1030 dell'Archivio Vescovile di Volterra pubblicato dal Giachi, col quale il vescovo Guido fra le altre sostanze donate alla badia di S. Giusto presso Volterra, vi comprese tutto ciò ch'egli aveva acquistato nel distretto della Pieve di Scola e nella villa di Lestinne."

La costruzione della Pieve di San Giovanni Battista è improntata a grande semplicità, adottando un impianto basilicale a tre navate concluse da altrettante absidi semicircolari. I sostegni delle archeggiature di valico sono di influenza lombarda. Nella facciata, quasi schiacciata oltre al portale, si apre una trifora marmorea dai caratteri pisani che, per la qualità dell'esecuzione, è stata messa in rapporto con quel Maestro Buonamico che lavorò nella vicina pieve di Mensano. Fra le opere, un tabernacolo gotico in marmo scolpito della metà del Trecento e una piccola acquasantiera di fattura rinascimentale.